A Ravenna una mostra su Santa Maria in Porto Fuori

la-casa-di-nostra-donna2Sabato 5 novembre si è inaugurata la mostra dal titolo La casa di Nostra Donna (D. Alighieri, Paradiso, XXI, 121-123) . Immagini e ricordo di Santa Maria in Porto Fuori, visitabile al MAR di Ravenna fino all’8 gennaio 2017, e curata da Alessandro Volpe.

Organizzata dal Comune di Ravenna-Assessorato alla Cultura e dallo stesso MAR, in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la mostra si avvale del contributo di POR FESR Emilia-ROmagna 2014/2020, del Fondo Europeo di sviluppo regionale, e della Regione Emilia-Romagna.

Una mostra su Santa Maria in Porto Fuori

La chiesa di Santa Maria in Porto Fuori fu distrutta il 5 novembre del 1944, durante un’incursione aerea di parte americana. Nel bombardamento perirono una decina di persone, tra cui la madre e la zia del parroco di quella stessa chiesa, don Mario Mazzotti. Dei mirabili affreschi trecenteschi, di scuola giottesca riminese, non rimase che qualche lacerto: tutto il resto, un patrimonio storico-artistico inestimabile, andò distrutto (i testi in mostra su don Mazzotti sono di Giovanni Gardini).

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L’immagine percepita di Santa Maria in Porto Fuori

Il merito di questa mostra, oggi, è quello di aver saputo raccogliere e accogliere le moderne tracce di ciò che resta, accostandole tra loro e mostrando un’inedita immagine della chiesa, la proiezione della nostra soggettiva percezione di qualcosa che fu.

Ecco che allora i disegni di Felice Giani (provenienti dal Fondo Piancastelli di Forlì) dialogano con gli schizzi di Cavalcaselle (da Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana), ma anche con un dittico ascrivibile a Pietro da Rimini e, ancora, con le fotografie otto-novecentesche della chiesa, prima e dopo la distruzione (fondi vari, tra cui Alinari, perlopiù provenienti dall’Istituzione Biblioteca Classense di Ravenna), senza dimenticare preziosi esemplari che arrivano dall’Archivio Diocesano della città (le ricerche d’archivio sono di Costanza Fabbri).

La mostra e il ricordo

All’inizio dell’anno, gli organizzatori della mostra hanno lanciato un appello (Ricordi Santa Maria in Porto Fuori?): chiunque avesse avuto dei ricordi su Santa Maria in Porto Fuori, ricordi di allora, era invitato a farsi avanti, a raccontare, a mostrare eventuali foto di vita quotidiana presso quella parrocchia, foto di famiglia, foto di vite interrotte.

Tante persone hanno risposto a quell’appello, e sono così state intervistate; le interviste sono confluite in un toccante filmato (regia di Fabrizio Varesco, ricerche di Elena Pirazzoli), presente in mostra in una sala appositamente dedicata.

Fr@me Lab

L’aspetto più innovativo della mostra risiede senza dubbio nella ricostruzione digitale di ciò che è andato perduto, ovvero l’interno della chiesa con i suoi arredi e i preziosi affreschi. Il visitatore è invitato ad interagire con lo schermo touch, simulando il percorso di visita reale, come doveva essere fino al 4 novembre del 1944.

La ricostruzione è frutto del lavoro di Fr@me Lab, il laboratorio fotografico e multimediale del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (sede di Ravenna); l’immagine digitale della chiesa è stata realizzata, in particolare, da Simone Zambruno, Antonino Vazzana e Ilaria Valentino.

Il filmato autoriale che chiude la mostra, nello spazio digitale dedicato, è invece opera di Stefano Massari, regista e poeta.

Una mostra costruita su antitesi

L’aspetto innovativo di questa mostra risiede nella capacità di coniugare la distruzione e la ricostruzione, la disillusione e la speranza, il passato e il presente, la vecchia tecnica fotografica con l’innovazione del digitale, il rigore della ricerca documentaria con l’ardore dei ricordi, la campagna con l’accademia, il testo con la memoria, la semplicità contadina con la sofisticata eleganza trecentesca, l’immagine pittorica con quella fotografica, filmata, reale.

Ma, dopo tante visioni, reali, ricordate e ricostruite, nessuno di noi dimenticherà soprattutto l’immagine tristemente totemica, per noi oggi, di Santa Maria in Porto Fuori: quella che ritrae don Mazzotti piccolo, impotente, davanti al cumulo di macerie della sua chiesa, sotto il quale si trovano i corpi della madre e della zia. La piccolezza umana di fronte alla prepotenza della Storia, ineludibile, inesorabile, schiacciante. Tuttavia, oggi, con questa mostra, l’uomo mostra di saper anche ricostruire e ricomporre, consegnando ai posteri nuove immagini e facendosi portatore di nuove responsabilità della memoria, iconografiche ed etiche. E don Mazzotti che cosa direbbe di questo lavoro? Probabilmente, si chiederebbe come mai non sia stato fatto prima.

Info pratiche

LA CASA DI NOSTRA DONNA. IMMAGINI E RICORDO DI SANTA MARIA IN PORTO FUORI, presso MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, via di Roma 13, 48121 Ravenna; Telefono: 0544 482477

6 novembre 2016 – 8 gennaio 2017

 

Orari:  martedì – domenica 9-18, chiuso lunedì

la biglietteria chiude mezz’ora prima

aperture festive: 8 dicembre, 26 dicembre(9-18) e 6 gennaio

Ingresso libero