Chiostri non claustrofobici: Ravenna non è solo mosaici

chiostri ravenna

Chiostri del Museo Nazionale- San Vitale Galla Placidia

Siete venuti a Ravenna, siete appena usciti dal sacello di Galla Placidia e un senso di claustrofobia-panico da indigestione musiva vi ha attanagliato? Niente paura, perché Ravenna non è solo mosaici ed interni, seppur sfavillanti. Ravenna è anche giardini. Ve lo abbiamo detto ieri, qui, e ve lo ripetiamo oggi. A Ravenna, ad esempio, esistono tanti bei chiostri. Non è una prerogativa ravennate, ovviamente, però è un dettaglio che è bene sottolineare, ogni tanto.

Se andate al Museo Nazionale-complesso di San Vitale e Galla Placidia, sarete “costretti” a passare per i suoi chiostri. Ma, il punto è: li noterete? Li contemplerete con la dovuta calma, o sarete troppo preoccupati di continuare il vostro percorso, presi dal furor bizantino?

Noi qui ve ne segnaliamo alcuni (in un percorso ideale, venendo dalla stazione dei treni):

1) Chiostro della chiesa di San Giovanni Evangelista;
2) Chiostri francescani (presso la chiesa di San Francesco e tomba di Dante);
3) Chiostri classensi (presso la Biblioteca Classense);
4) Chiostri del Museo Nazionale-complesso di San Vitale e Galla Placidia;

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Chiostro di San Giovanni Evangelista

chiostri Ravenna

Chiostri francescani

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Chiostri classensi

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Chiostri del Museo Nazionale- San Vitale Galla Placidia

D’estate, durante il Ravenna Festival, alcuni di questi chiostri diventano teatro di rappresentazioni e concerti all’aperto.
Nonostante la parola chiostro derivi da claustrum (lat. chiuso) e si tratti infatti di un giardino chiuso, secondo una tradizione che discende dall’antichità e che rimanda al concetto di hortus conclusus, di claustrofobico qui c’è davvero poco.
Regola d’oro: il rispetto del silenzio.
Al prossimo post sull’argomento!