Come e quando viaggiare?

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    Vista dall'alto

Inizio questo nostro blog di viaggio, viaggiando.

In volo, da sola, in direzione Londra. Stiamo sorvolando le Alpi. La settimana scorsa eravamo proprio qui sotto, in Val di Fassa, noi quattro, quelli del “Chi Siamo”. Ora guardo quelle stesse montagne da questa vertiginosa prospettiva e rifletto sulla differenza tra il viaggiare in compagnia e viaggiare da soli.

E ammirando la sublime bellezza di queste cime innevate, in una giornata di sole tersa e cristallina proprio come quelle che hanno accompagnato il nostro fine settimana passato, comprendo per quale motivo abbiamo sentito l’esigenza di creare degli appunti di viaggio e condividerli. Per continuare a viaggiare anche quando si è tornati a casa, per rielaborare le esperienze e dare consigli a chi è meno esperto. E accettare consigli da chi lo è più di noi. Per diffondere con un passaparola quelli che a noi sembrano buoni posti in cui fermarsi.

Non partire è un po’ morire. O forse no.

Per il resto, se partire o meno, molto – non tutto, certo – dipende dal carattere: c’è chi si sente stanziale, chi si sente nomade; chi si sente turista, chi viaggiatore; chi decide che viaggiare non gli interessa, chi si rassegna a non poterlo fare per cause di forza maggiore; chi pensa siano tutte cause di forza maggiore, chi non si arrende di fronte a nulla, pur di andare. Nessuna di queste posizioni è criticabile, sono tutte legittime, a mio parere. L’importante è ossigenarsi, nella mente, nel cuore, e trovare il modo giusto per farlo, senza forzature, in armonia con noi stessi.

Costanza