Stress e valigie: ricorda l’orsetto. Siempre.

VALIGIAAdesso che i passaporti sono pronti, passiamo al prossimo nodo: come fare una valigia per 4 senza farsi prendere dallo sconforto? Fare una valigia sembra cosa facile, ma non lo è. Sembra cosa piacevole, ma non lo è. Il giorno prima di ogni partenza, quando è ora di fare le valigie, sono intrattabile. Ovviamente lo sussurro qui, a pochi intimi, e mai e poi mai lo direi a destra e a manca (mi potrebbe arrivare una sedia in testa e al momento non lo desidero; poi, per carità, mai dire mai).

Però va anche detto che un conto è fare la valigia per sé (già cosa detestabile), un conto è fare una valigia per 4, cioè per 3 (il marito se la fa da solo), quando 2 sono bambini piccoli.

Che cosa odio del fare la valigia? Il dover avere il dono della sintesi, della lungimiranza, della chiaroveggenza, della praticità, dell’essenzialità. Tutte doti a me sconosciute, ma che quando fai una valigia per te e le tue piccole appendici devi assolutamente evocare su di te e possedere in quel preciso nanosecondo, al massimo dell’efficienza. Sempre sul pezzo. Essere scattanti e perfetti. Sempre. Diventare supereroi.

Cosa succede se in valigia dimentico qualcosa di molto importante?

Dipende: che cosa intendi per “molto importante”?

  1. Un tuo effetto personale: pazienza
  2. Una medicina: potrebbero essere cavoli, ma non è detto
  3. Un libro: pazienza
  4. Un cd: vedi libro
  5. I pannolini: se vai a Cuba (mi dicono), sparati o preparati ad avvolgere federe di cuscini a mo’ di salami
  6. Le lenti a contatto: qualcuno che ti possa raccontare il viaggio live lo troverai
  7. I passaporti: addio
  8. Il pupazzetto – alias detto dai pedagogisti “oggetto di transizione”: vedi passaporti (chiediti soprattutto verso cosa dovrebbe far transitare e chi: le creature verso il sonno, i genitori verso la vita, seppur temporanea) foto1

Sulla valigia andiamo per punti:

  1. Siete proprio sicuri di voler prendere su una valigia e non uno zaino da trekking? Ponderate bene, in base a dove alloggerete, ai vostri spostamenti, alle necessità. La valigia si presta di più a situazioni non itineranti e si adatta poco alla presenza di passeggini.
  2. Se avete deciso per gli zaini da trekking: vogliamo stare proprio larghi larghi? Uno a testa ai genitori, uno più piccolo da appendere a un passeggino, come bagaglio a mano (in cui metterete TUTTE le cose dei bambini, dai vestiti alle medicine)
  3. Un altro zaino più piccolo da usare come borsa (ve lo appenderete davanti)
  4. 2 eventuali zainetti con qualche giochino  e librino dei bambini piccoli: se li porteranno loro stessi (dall’anno e mezzo in su). Se pesano, troverete il modo di stiparli nello zaino da trekking-bagalio a mano. Non ci stanno? Sedetevici sopra e ci staranno. Garantito. Qualcuno al check-in storcerà il naso guardando la forma del vostro bagaglio a mano? Fate gli occhi a fessura e tutto andrà bene.
  5. Fate un elenco su un block-notes un paio di giorni prima di tutto quello che serve, andando per categorie (es. medicine, biancheria, ecc.), elencando tutto, ma proprio tutto. Fatelo in un momento di calma e lucidità (se ne possedete), bevendo una bella tazza di caffè caldo o camomilla (a seconda del temperamento), quando vi sembra che la vita vi sorrida o comunque non vi sputi proprio in faccia. VALIGIA
  6. Fate la valigia seguendo pedissequamente l’elenco di cui sopra. Una cretinata? No: fare la valigia a mo’ di automa, seguendo decerebralmente l’elenco, vi alleggerirà del peso di farla. In questo modo avrete spezzato il crudele binomio efficienza psichica e fisica (sì, perché stipare costa fatica) in 2 e il vostro umore ne trarrà giovamento.
  7. Un segreto? Fai la valigia per 1/3 del tempo in cui starai via. Stai via 15 gg? Falla per 5. Poi laverai. Ti sconsiglio solo di mettere ad asciugare le cose in giardino, se vai in Asia ad agosto. Noi l’abbiamo fatto e non ne andiamo fieri. Per il resto, tutto ok.

Al prossimo post!

Costanza