Diaspora a Primavera

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Mobili che resteranno

E poi arriva la diaspora. La fuoriuscita degli oggetti e dei mobili. Ieri abbiamo parlato di come trattenere nel tempo le ricette, di come vivificarle, in questo post. La stessa cosa può essere fatta anche con i mobili? Sì, certo.

Restituire, ridestinare, eliminare, regalare, restaurare, riciclare. Ecco alcuni verbi che hanno a che fare con questa fase.

A chi dare cosa? E come?

Ecco le priorità che mi sono posta, dopo aver deciso quali mobili e oggetti tenere e quali lasciare andare (seppur ben tenuti):

1) Raccogliere gli oggetti che ci rimandano a famigliari ed amici in vita e farne loro dono (lo apprezzeranno): nel mio caso, si tratta di alcune vecchie foto di cugini e di un quaderno di temi di un amico di famiglia, ai tempi delle elementari; mi dicono che questi temi furono oggetto di (innocente) derisione da parte della sorella maggiore con le amiche, quindi ipotizzo che questo quaderno sia stato condotto qui (e qui rimasto) per essere candidamente irriso da tale sorella in una lontana piovosa domenica pomeriggio del 1970, trascorsa a farsi quattro genuini ghigni sotto il tavolo alle spalle dell’ignaro piccolo autore. Nel caso delle foto ho invece chiamato a rapporto i cugini in questione e mi sono fatta spiegare innanzitutto chi vi era ritratto (mai avrei potuto riconoscerli) e poi, in base a tale identificazione, ho regalato alcune foto a quegli ex neonati in fasce che ora, a settant’anni inoltrati, si sono commossi nel rivedersi in foto di cui non conoscevano l’esistenza.

2) Regalare mobili ai famigliari e amici più stretti. Fatta la cernita, sto chiamando a rapporto chi penso possa desiderare alcune cose e sono riuscita a ridestinare alcuni mobili. E altri spero di ridestinarne ancora, per continuare a vederli quotidianamente (o quasi), seppur in un nuovo contesto.

3) Regalare a chi potrebbe aver bisogno. Magari quei mobili e quelle icone dell’infanzia non si rivedranno più, però è bello sapere che da qualche parte continuano a vivere.

4) Restaurare, ridipingere, rinnovare quello che si tiene e che merita una rinfrescata: questa è la parte più bella, più allegra e “primaverile”.

5) Una volta che i famigliari e amici possibili sono venuti e hanno scelto se e cosa conservare, a quel punto si compie il grande passo: prendere contatto con terzi per lo sgombero di quello che resta. E questa è la parte più triste.

Parcellizzare, smembrare, distribuire

I primi due non sono verbi allegri, il terzo dipende dai punti di vista. Ad ogni modo, questo è un po’ il destino di tutte le cose e fa parte del ciclo vitale degli oggetti; diversamente, accumulerebbero polvere senza utilità alcuna. Per cui, accettiamo che la Primavera entri anche qui e accogliamo il cambiamento come una sferzata di nuova, profumata freschezza.

Al prossimo post,

Costanza

P.S. Di seguito, un reperto che avevo dimenticato per la strada. Segnalo la “è” senza l’accento da parte di Garibaldi.

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Sorprese risorgimentali (1)

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Sorprese risorgimentali (2)