Esotico non esoso: Mauritius tutto escluso (parte 1)

 

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Scorcio coloniale

E chi ha detto che l’esotico debba necessariamente essere esoso? Dopo il nostro ultimo post, abbiamo deciso di allontanarci un po’, questa settimana.

L’isola di Mauritius, che un tempo si chiamava Ile de France, ad esempio, contribuisce a sconfessare questa equazione. Da che parte cominciare? Innanzitutto, dal ricordarsi che molti posti che solitamente noi abbiniamo a riviste patinate o a pacchetti di viaggio all-inclusive, o a viaggi di nozze, o al resort di lusso eccetera, hanno una loro vita indipendentemente da questi luoghi comuni destinati ai turisti. Certo, non tutti i posti si prestano ad uscire da questi circuiti. Ma Mauritius sì.

Prima di tutto, come ben sa chi c’è già stato, non si tratta “delle” Mauritius, ma “di” Mauritius. Si tratta infatti di un’isola sola! Fa parte del gruppo delle Mascarene, sotto il Madagascar, insieme a Reunion, Rodriguez e ad altri piccolissimi isolotti.

In secondo luogo, quest’isola ha molto, moltissimo da offrire, fuori dai suoi resort. Sia dal punto di vista paesaggistico, che culturale, che dell’ospitalità. Noi l’abbiamo visitata nella modalità “tutto escluso”, ovvero in fai da te completo, con bimba di 10 mesi al seguito.

Mauritius è infatti una meta esotica molto family friendly: priva di alcun rischio sanitario, non c’è cambiamento di fuso orario rispetto all’Italia (o, perlomeno, nulla di significativo: un paio di ore), si gira benissimo e offre molto da vedere.

Noi l’abbiamo attraversata in lungo e in largo, l’abbiamo studiata talmente  nei dettagli, che, giuriamo, abbiamo fatto conoscere alla nostra guida un posto di Mauritius di cui lei non si era mai accorta!

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Nella fabbrica dei biscotti

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, esiste un’anima di Mauritius letteraria, poetica e coloniale, narrata da celebri scrittori otto e novecenteschi; un’anima che profuma di rum, canna da zucchero, vaniglia, piantagioni di tè, frangipane, mango, banane e che si assapora solo perdendosi nell’entroterra.

«Dio creò Mauritius e poi il Paradiso terrestre, che ne è la copia perfetta» disse lo scrittore americano Mark Twain.

E sembra che Joseph Conrad abbia scritto il suo Racconti di mare e di costa (lettura che vi consigliamo di portare con voi in questo viaggio) proprio ispirandosi a Mauritius.

Ancora, Charles Baudelaire sembra l’abbia evocata nel suo Parfum exotique e  à dame créole.

Ma è difficile poter godere appieno di quest’anima con la formula all-inclusive. Se si vuole assaporare, sarà necessario ad esempio non pernottare sempre nello stesso posto, ma trascorrere qualche notte nel cuore dell’isola, per iniziare il proprio tour ad esempio in direzione Sud. Che vedremo nel prossimo post.