Forio d’Ischia a primavera con bambini

Vi abbiamo raccontato delle difficoltà del muoversi ad Ischia in questo post. Ma Ischia non è solo questo. Ischia è soprattutto un’isola sempreverde, un Eden, un esempio di microclima subtropicale che la fanno sembrare una specie di isola tropicale tutta italiana. Certo: il traffico e la confusione ci sono e restano. Ma per apprezzarla al meglio occorre sapere che va vissuta entro “recinti” immaginari, che circoscrivono giardini lussureggianti, piscine all’aperto, borghi color pastello. Oltre a tesori d’arte e di gastronomia difficili da scovare altrove.

Era da tantissimi anni che desideravamo andare ad Ischia. Finalmente ce l’abbiamo fatta (paradossalmente, abbiamo fatto prima ad andare in capo al mondo, ma questo è un altro discorso) e ora siamo felici di parlarvene. Confesso che la lettura della saga di Elena Ferrante ha messo del suo, rinfrescando questo desiderio di visitare l’isola che un po’ si era sopito negli anni.

Cosa vedere e dove dormire

La prima volta che si accese la curiosità di andare ad Ischia fu nel lontano 1999, quando su una rivista di viaggio fu pubblicato un articolo sui giardini La Mortella, creati a partire dal 1956 dal compositore Sir William Walton e dalla sua affascinante moglie Susana Walton (cioè, in realtà, più da lei che da lui); dalle foto dell’articolo, solo da quelle, chiunque avrebbe giurato potesse trattarsi di una villa nascosta da qualche parte in Thailandia; noi stessi ne eravamo convinti; immaginate dunque lo stupore quando scoprimmo che si trovava ad Ischia! Ma come: in Italia un angolo così sfacciatamente tropicale?!? Ebbene sì.
Andava visto.
Lo abbiamo fatto solo ora, nel 2017, con prole al seguito.
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I giardini La Mortella sono la prima tappa d’obbligo per chi viene sull’isola. Noi abbiamo alloggiato a Forio stessa (b&b la Salamandra, che consigliamo), presso cui si trovano, e non ce ne siamo pentiti.
La villa dei Walton oggi è una Fondazione di studi musicali, che spesso si trova ad ospitare rassegne di musica e concerti. Abbiamo assistito ad un piccolo spettacolo con cantanti lirici (giovanissimi, inglesi) e la cosa è stata davvero piacevole, anche per le nostre due bimbe.
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La seconda tappa d’obbligo, che esiste come tale solo da alcuni anni, sono i giardini di Ravino: un’enciclopedia vivente di piante grasse, una rassegna di varietà incredibile, indescrivibile, alternata ai consueti limoni-giganti ischitani e a tante altre varietà di agrumi che vi faranno restare a bocca aperta. Il tutto animato da alcuni pavoni che passeggiano per il giardino regalando un’uteriore sfaccettatura esotica all’ambiente. Non mancate di fare una sosta al caffè immerso tra le piante, in cui godrete del vero relax. Ricordate che qui si può pure dormire (al Residence Ravino).

Ischia: quali terme con bambini?

La terza tappa immancabile sono le terme di Negombo. Immerse in un giardino a terrazzamenti, troverete anche qui una rassegna di piante tropicali e, più in alto, mediterranee, con affaccio sulla splendida baia (con relativa spiaggia) privata; le terme di Negombo ad Ischia sono le più indicate per i bambini: se avete bimbi piccoli, dimenticatevi le terme Poseidon e venite qui (il Poseidon è interdetto nelle zone termali a bambini sotto gli 11 anni). Negombo è infatti maggiormente armonizzato rispetto all’ambiente naturale, meno “strutturato”, dunque adatto anche a bambini sotto una certa età. Qui troverete anche piscine in cui i piccoli possono nuotare, dotate di acqua riscaldata. Inoltre non è obbligatoria la cuffia.

Ischia e i suoi borghi cool

Quarta tappa d’obbligo: Forio. Neanche a dirlo. Non perdetevi il tramonto sul mare, visibile dalla chiesa del Soccorso.
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Quinta tappa, in prossimità di Forio, ma qualche chilometro più avanti: la splendida Sant’Angelo. Potrete recarvi in questo stupendo angolo di Ischia nel pomeriggio, verso il tramonto, quando si sarà svuotata delle orde di turisti, e sorseggiare un aperitivo guardando il mare e il cielo che si tingono di rosso.

In ultimo, vi segnaliamo la baia di Citara: l’abbiamo vista in Primavera, e forse per questo motivo ne siamo rimasti un po’ delusi. Per i nostri gusti è un po’ troppo costruita. Tuttavia, se volete provare l’ebbrezza di mangiare sulla spiaggia, non potete mancare di passare da qui e scegliere uno degli stabilimenti che offrono anche il servizio di pranzo o cena.

Insomma, Ischia ci è piaciuta molto, moltissimo. L’abbiamo vista in Primavera ed è stato bene così. Abbiamo visitato solo la parte attorno a Forio, nella speranza di tornare non troppo tardi, per completare il giro. Ma, va detto, chi viene qui per la prima volta e si trova a dover fare una scelta, è bene che parta proprio da Forio, dove Napoli diventa tropico.

Al prossimo post!

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