Il Renon: le Dolomiti fuori dal gregge

11844984_454239554763600_1662853717505748332_oDopo la montagna di cui abbiamo parlato qui, abbiamo fatto fatto un esperimento, scegliendo una meta per noi insolita: il Renon. Quando siamo stati in procinto di partire, le cose si sono svolte più o meno così:

1. Incontro di un tale qualunque

2. Inchiesta sulle ferie prossime: noi andremo qualche giorno sul Renon

3. Commento del tale sulla destinazione delle nostre ferie (di solito era: bello! o giù di lì): dov’è? Non lo conosco.

Dopo un paio di tali o anche tre, abbiamo iniziato noi a chiedere: andiamo sull’altopiano del Renon, sai dov’è? Solitamente la risposta continuava ad essere: No (ovviamente non parliamo degli abitanti di Bolzano, per i quali guai a non sapere dove sta, il Renon). I tali sopra descritti sapevano dov’era Cortina, l’Alpe di Siusi, Moena, Madonna di Campiglio, San Vigilio, San Candido, e chi più ne ha più ne metta, ma sul Renon lo sguardo diventava vacuo, immobile, e la conversazione si arenava. No, mai sentito nominare. Renon o Reno? Renon cosa? Ma è in Francia? Un altopiano, hai detto? E vabbè, ciao. Vuol dire che ci sarà poca folla, ci siamo detti (e così è stato, in effetti).

Allora siamo partiti, ce lo siamo goduto, e abbiamo deciso di scriverne un post.

8 motivi per scegliere il Renon

A noi il Renon è piaciuto per 8 motivi:

1) non è troppo alto (mediamente si aggira sui 1.200 m di altitudine) e quindi va bene per bambini molto piccoli;

2) è attraversato da un trenino turistico (Collalbo-Oberbozen) che era l’antica cremagliera e che risale agli inizi del Novecento  (quando fu fatto il trenino, ci furono già allora molte proteste: si voleva che il Renon restasse isolato, raggiungibile solo a dorso di mulo);

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Attenti al treno

3) è un “balcone” (cit. paterna) straordinario e unico, che si affaccia sulle Dolomiti quasi-tutte, dal Catinaccio, allo Sciliar, al gruppo del Sella, al Puiz Odle, alla Marmolada e via a perdita d’occhio fino all’ex Impero Austro Ungarico;

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Cimitero con vista

4) ha sentieri di varia difficoltà, fattibili anche con il passeggino (ma noi abbiamo optato per zaini porta-bimbo);

5) è rimasto intatto nella sua bellezza aristocratica fin-de-siecle, con i suoi edifici liberty;

6) non c’è molta gente;

7) ci sono piramidi di terra che sembrano planate qui dalla Cappadocia (con le dovute rivisitazioni);

8) c’è un’aria di paese autentica e genuina.

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Piramidi di terra sul Renon

L’antica Via degli Imperatori

Il Renon rappresenta un percorso pieno di storia. Era la via che dal Brennero portava a Bolzano (la valle dell’Isarco lì accanto ha un lungo tratto impercorribile, tant’è che oggi si fa in gallerie, sia col treno, sia in auto). Dunque, tutti quelli che, dal Medioevo in poi – eserciti o singoli – sono scesi in Italia dal Brennero, sono passati di lì. Ancora oggi, da Oberbozen, si percorre a piedi la vecchia “Via degli Imperatori”.

Il piccolo agglomerato di case oltre Oberbozen, Santa Maria Assunta/Himmelfahrt, conserva una bella chiesa e canonica, e villette in legno che i villeggianti asburgici (ufficiali dell’esercito) si erano fatti costruire arieggiando gli stili delle loro terre d’origine: un po’ di Galizia e Banato sulle Prealpi.

4 consigli per chi andrà sul Renon:

Alcuni consigli:

1. i paesi a cui fare riferimento sono Oberbozen e Collalbo;

2. da fare assolutamente: prendere il trenino storico, visitare le piramidi di terra, passeggiare per Santa Maria Assunta e le sue magnifiche residenze estive di primo Novecento;

3. provato per voi il “Sentiero Tematico” che parte da Oberbozen e porta alle piramidi di terra, alla chiesetta di San Giacomo, per terminare a Santa Maria Assunta (noi ci abbiamo messo 5 ore con pausa pranzo di un’ora e due bambine piccole in zaini portabimbo – chi non è zavorrato dovrebbe impiegarne circa 2);

4. provato per voi con passeggino il “Sentiero Panoramico” sul Corno di Sotto del Renon: dall’arrivo dell’ovovia si prende il sentiero circolare, che offre un panorama spettacolare sulle Dolomiti tutt’attorno, circondato da erica e pino mugo (un’oretta scarsa con soste per ammirare il panorama da togliere il fiato).

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Il caffè della stazione a Collalbo

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La biglietteria della stazione a Collalbo

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La tratta del trenino

In conclusione, speriamo che questo post non vi abbia messo alcun tipo di curiosità, al fine di preservare il punto 6 dell’elenco sopra descritto. Per cui: evviva Canazei!

Al prossimo post!

PS. Post realizzato grazie alla preziosa consulenza paterna, per le notizie storiche