Il Sacro Monte di Orta: tra natura, teatro e devozione.

orta sacro monte

Sacro Monte di Orta (interno)

Fino a pochi giorni fa abbiamo parlato di viaggi nel tempo. Ora per un po’ ritorniamo a quelli nello spazio. Oggi iniziamo a parlare del Lago d’Orta e di alcuni dei suoi luoghi incantati. Di ritorno da alcuni giorni trascorsi lì, ci sentiamo di consigliare prima di tutto Orta San Giulio. Uno dei borghi più suggestivi d’Italia (come è stato definito), patrimonio dell’Unesco, che si affaccia su uno dei laghi più romantici della nostra penisola.

Il nostro tour comincia con il Sacro Monte di Orta.

La tradizione dei sacri monti

I sacri monti prealpini (Piemonte e Lombardia) sono 9 in tutto e nacquero per riaffermare e consolidare i contenuti della fede cattolica. Quello di Orta, ad esempio, sorse nel clima della Controriforma, in risposta alla diffusione delle idee luterane: Sacro Monte di Varallo (modello), di Crea, di Orta, di Varese, di Oropa, di Ossuccio, di Ghiffa, di Domodossola, di Valperga.

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Vista dal Sacro Monte di Orta

Il progetto

Pur innestandosi nella tradizione dei sacri monti prealpini, quello di Orta non è dedicato alla Passione di Cristo (come solitamente avviene), ma alla vita di San Francesco; per questo è anche definito “Assisi del Nord”. Possiamo ripercorrere le tappe biografiche essenziali del Santo attraverso le 20 cappelle sparse nel bosco (sebbene ne fossero inizialmente previste più di 30) con affaccio sul lago, squisiti esempi architettonici pienamente inseriti nell’ambiente naturale, nonché scenografici e teatrali scrigni di tesori scultorei e pittorici.

Realizzato sul modello del vicino Sacro Monte di Varallo, il Sacro Monte di Orta risale agli ultimi decenni  del Cinquecento – primi del Seicento: nel 1583, San Carlo Borromeo e l’abate di Novara Amico Canobio decisero di far erigere qui, nella “Selva di San Nicolao”, un insieme di cappelle e un convento, per ospitare i frati francescani cappuccini. Tra il 1593-1615, il vescovo di Novara Carlo Bascapè, fedele interprete dei dettami di Carlo Borromeo, diede un impulso decisivo ai lavori, soprattutto per quanto riguarda il programma iconografico.

Lo stesso progetto è da ascriversi ad un frate cappuccino (che fu anche architetto), Padre Cleto di Castelletto Ticino, che progettò il rifacimento della chiesa, il convento e la maggioranza delle cappelle. Come tutti i sacri monti prealpini, la teatralità è l’elemento cardine, su cui si incentra la partecipazione emotiva del fedele: qui, nel Sacro Monte di Orta, troviamo ben 376 statue in terracotta dipinta, a grandezza naturale e numerosi affreschi riguardanti la vita del Santo, che fungono da “quinte” teatrali.

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Sacro Monte di Orta: le cappelle nel bosco

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Sacro Monte di Orta: interno di una cappella

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Sacro Monte di Orta: uno dei sentieri

Gli artisti

Data l’ampiezza del progetto, che coinvolse anche il periodo del pieno Barocco seicentesco, i nomi di chi lavorò qui furono tanti.

Tra gli scultori, segnaliamo: Giovanni d’Enrico e Cristoforo Prestinari, Dionigi Bussola, Carlo Beretta; tra i pittori: Giovanni Battista e Giovanni Mauro della Rovere (i “Fiammenghini”), Pier Francesco Mazzucchelli (“Il Morazzone”), Antonio Maria Crespi, Stefano Maria Legnani, Federico Bianchi.

Ma, a favore di chi non ama la profusione dei nomi (perlopiù sconosciuti), ricordiamo che sull’arco d’ingresso, sotto una statua di San Francesco, campeggia un’epigrafe che recita: QUI IN ORDINATE CAPPELLE SI VEDE LA VITA DI FRANCESCO, SE DESIDERI SAPERLO, L’AUTORE E’ L’AMORE.

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Il bosco del Sacro Monte di Orta

Una curiosità

Sembra che anche Nietzsche sia salito qui, insieme a Lou Andreas Salomè, nell’anno 1882, e che tra i due, proprio in questo luogo, sia sbocciata una simpatia, che i letterati chiamano l’idillio di Orta.

Chissà.

Al prossimo post, con un’altra tappa del nostro tour!

 

Info utili e contatti

Uffici delle Riserve Speciali del S.Monte d’Orta, Monte Mesma e Torre di Buccione

Via Sacro Monte – 28016 Orta San Giulio (NO)

Tel. +39.0322.911960 – Fax +39.0322.905654

Ingresso libero.

Orario: invernale 9.00 – 16,30 – Estivo 9,30 – 18,30.

http://www.sacrimonti.net

Mail: parco.monteorta@ruparpiemonte.it