Ischia: come muoversi e continuare a farlo

Decidere di andare ad Ischia può sembrare cosa da poco, ma non lo è. Per certi versi è più semplice andare a Londra o Parigi, che andare ad Ischia. Il titolo del post, come muoversi e continuare a farlo, non è infatti a caso: muoversi verso Ischia, e poi ad Ischia stessa, è roba da matti.

Per decidere come arrivare sull’isola, occorre partire dalla fine (come sempre): come mi muoverò là? Bene: volete un consiglio spassionato? Lasciate a casa la vostra auto, indossate un giubbotto catarifrangente e partite. In treno. Per Napoli (il giubbotto lo indosserete una volta sull’isola).

Trasporti ad Ischia: istruzioni per l’uso

Inutile fare i buonisti: Ischia è stupenda, ve la racconteremo bene, ma prima di decantarne le lodi, partiamo dall’aspetto negativo (sarebbe peggio il contrario), ovvero i trasporti. Diciamo “giubbotto catarifrangente” in tono semiserio, perché ad Ischia troverete pochissimi marciapiedi, aspetterete l’autobus con la schiena attaccata al muro retrostante e possibilmente tirando indietro la pancia ad ogni passaggio di mezzo motorizzato, pregherete molto mentre camminate lungo il ciglio della strada (Mai, mai, mai di notte!) tra la confusione delle auto, clacson e smog.

Ad Ischia non esistono fermate dell’autobus con i rispettivi orari; non vengono indicati i numeri dei bus; non sai nemmeno se un bus passerà (l’hai saputo dalla cugina del figlio del vicino del barista, ma a giudicare dall’aspetto abbandonato della fermata, il dubbio ti viene); ogni tanto incontrerai qualche anima errante come te, che arriverà alla fermata con aria interrogativa, tu risponderai con aria interrogativa, vi guarderete un attimo, valuterete la possibilità di condividere un taxi per fugare ogni dubbio ma non avrete il coraggio di dirvelo, perché prendere il bus è una filosofia di vita, oltre che di viaggio, e chi aspetta ad una fermata di bus mai e poi mai ammetterebbe: ok dai, buttiamoci su un taxi e poniamo fine a quest’agonia. Piuttosto la morte. Come dire a un vegano di passare al maiale in agrodolce.

Detto questo, a Ischia ti muovi bene se ti fidi del passaparola, se ti fidi del fatto che nella follia generale del traffico sembrano sopravvivere tutti, se ti fidi dei freni delle auto, se non hai pregiudizi contro l’uso del taxi, se sei in due e non hai bambini (puoi così prendere un motorino o l’apecar), se sei da solo e non hai bambini, se non ti interroghi circa il bollino blu e le sue applicazioni, se sei magro e dai fianchi stretti, se sai fare a camminare molto rasente i muri e sai tirare molto indietro la pancia.

Ischia: come muoversi

Ma prima un’altra domanda: perché muoversi? E’ proprio necessario? Perché ad un certo punto, in mezzo a tutto quel disagio, la domanda te la poni. Il gioco vale la candela? Questo ve lo diremo in un altro post.

Ora, alcuni consigli:

  • Lasciate a casa la vostra auto
  • Andate in treno fino a Napoli e da lì dirigetevi al porto, per prendere un traghetto (più economico, più capiente) o un aliscafo. Le compagnie che offrono questo servizio sono la Caremar e la Medmar
  • A Ischia muovetevi in motorino (col casco) se potete, o apecar; in alternativa, usate i bus (a caso, appunto), ma alternateli anche al taxi: non è economico, ma vi farà risparmiare moltissimo tempo e conserverete il sorriso (aspettare a caso un bus che forse non esiste nemmeno mette a dura prova il sistema nervoso).
  • Potete anche noleggiare un’auto, ma noi ve lo sconsigliamo: riteniamo che per destreggiarsi in quello che abbiamo visto occorra una patente X.

Ora che vi abbiamo detto cosa c’è di peggio ad Ischia, ci dedicheremo a decantarne le meritate lodi.

Al prossimo post!

Ps. Ti sei perso il post sulle vacanze di Primavera? Leggilo qui, magari sei ancora in tempo per qualche proposta.