Isola d’Elba per famiglie? Sì, purché volino basse.

villa mulini elba

Scorcio dal giardino della Villa dei Mulini

Dalle nostre parti (non riveliamo quali), l’isola d’Elba andava molto di moda negli anni Ottanta-Novanta, come meta di vacanze e villeggiatura. Isola d’Elba e Corsica erano i 2 must del Tirreno. Vacanze filo-napoleoniche. Poi, per qualche ragione, le mode cambiano e le destinazioni trendy (localmente parlando) anche.

Eppure, la bellezza di quei luoghi che un tempo furono sulla cresta dell’onda rimane. E quei luoghi restano, immoti e immutati (in casi fortunati), calpestati comunque da altre orde di turisti e viaggiatori.

9 consigli:

Un paio di settimane fa, abbiamo finalmente deciso di testare direttamente come mai questo lembo di terra sia divenuto turisticamente così celebre negli anni, cullati dall’illusione che potesse essere una meta adatta alle nostre ingombranti esigenze (2 bambine piccole con dote al seguito) e tempi stretti (4 giorni).

Ne siamo tornati con le seguenti conclusioni (utili a chi si ferma pochi giorni come, purtroppo, abbiamo dovuto fare noi):

1) L’isola d’Elba è più grande di quanto sembri e più piccola di quanto voglia far credere;

2) L’isola d’Elba è adatta a famiglie con bambini molto piccoli, a patto che queste famiglie non alzino troppo la cresta, pretendendo di fare chissà che e chissà come, e credendo di essere chissà chi:

2.a. non abbiate la pretesa di girare per l’isola in lungo e in largo (delle 2 ruote non parliamo nemmeno) illudendovi di essere come gli altri: non siete come gli altri, siete zavorrati (dunque turisticamente azzoppati) e dovete rassegnarvi: l’isola d’Elba, bellissima e profumata di libertà, di natura selvaggia e incontaminata, sarà con voi molto crudele e impietosa;

2.b. soggiorniate molto vicino ad una bella spiaggia, su cui è molto probabile dobbiate prendere la residenza nei giorni della vostra permanenza (leggi: non penserai mica di provare le varie spiagge, vero? Scordatelo, se vuoi ritornare nello stesso numero di famigliari con i quali sei partito);

2.c. accantoniate l’idea di giungere alle calette-spiaggette-piùbelledituttalisolamacosadicodItaliasenondEuropaeperchénodelmondotutto via terra, percorrendo scalini scavati nella roccia: una roccia che maledirete, perché vi impedisce di godere della bellezza di cui godono i single-o-le-famiglie-uscite-dal-primo-tunnel (cioè, in quest’ultimo caso, con prole over 3 anni)

2.d. vi procuriate un paraocchi tipo cavalli per non vedere quanto se la spassano, su e giù per quei gradini a strapiombo sul mare o con le bici  nel parco naturale, i single-o-le-famiglie-uscite-dal-primo-tunnel, di cui sopra;

2.e. dimentichiate l’uso dell’automobile (che in sé riassume almeno in parte quanto già sopra elencato);

2.f. vi procuriate uno o più zaini portabimbo (e chi li dovrà portare);

2.g. optiate per una stagione che non sia proprio altissima, al fine di evitare la ressa di corpi e automobili e le invettive correlate al contesto “parcheggio impossibile”;

Altre conclusioni a cui siamo giunti (segue numerazione):

3) Non andate a Capoliveri all’ora del caffè dopo pranzo nella stagione calda, se non volete che quel pranzo diventi l’ultimo;

4) Ordinate pesce sempre e comunque: non ne rimarrete delusi;

5) Mangiare caciucco a Rio Marina al ristorante “Oreste la Strega” potrebbe implicare il non voler più mangiar pesce altrove;

6) Fetovaia è una spiaggia stupenda e imprescindibile;

7) Cavo è un’ottima scelta per chi voglia stare fuori dalla bolgia e per chi voglia respirare un’atmosfera autentica dell’Elba;

8) Napoleone la sapeva lunga in fatto di residenze e di panorami (Villa San Martino e Villa dei Mulini) e non doveva pagare IMU e TASI;

9) Il nostro soggiorno all’Agriturismo Amandolo, con cena sulla terrazza al tramonto, si è rivelato un’ottima scelta, anche nel rapporto qualità-prezzo (si parla però di fine maggio-inizio giugno): in una riserva naturale e sul mare, da qui si vedono tramonti spettacolari e all’alba si respira il profumo del  mirto mescolato alla salsedine.

E 3 domande

Torniamo però anche con alcuni interrogativi (segue numerazione):

10) Come sarà l’altra metà di isola che non abbiamo avuto il tempo di vedere, dopo esserci resi conto del punto 1?

11) Per quale motivo non ci siamo venuti prima?

12) Perché alcune famiglie-uscite-dal-tunnel sono spocchiose e boriose verso le famiglie ancora dentro, ad esempio nello sfoggiare questa nuova libertà ritrovata che si credeva perduta per sempre? Tipo gli ex-fumatori incalliti nei confronti dei fumatori;

12) Era proprio necessario tornare a casa da quest’isola talmente bella da metterti frustrazione, se non riesci a vederla tutta?

Insomma: l’Elba è family friendly? Dipende dai punti di vista, da cosa vi rassegnate a non poter fare e dalla quantità di giorni in cui restate. Per noi non lo è stata a sufficienza.

Al prossimo post!