La villeggiatura 2.0 e Camaldoli

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La Locanda dei Baroni a Camaldoli

La villeggiatura 2.0 assomiglia molto alla villeggiatura classica, quella di fine Ottocento. Durante i nostri soggiorni in certe parti d’Italia o del mondo, ci è più volte capitato di imbatterci in figure di villeggianti.

Il villeggiante stanziale, quello che evoca il suo antesignano retrò, lo noti in base a determinate caratteristiche:

– è un uomo solo, non più giovane, spesso vedovo;  solitamente è uomo di cultura ed è benestante; lo si ritrova soprattutto in luoghi freschi, di montagna o giù di lì;

– è una donna di una certa età, spesso accompagnata da una donna in genere più giovane o all’incirca coetanea; solitamente è benestante e un po’ snob; la si ritrova soprattutto alle terme, in campagna o al mare;

Il Signor M

Anni fa, conoscemmo un villeggiante del primo tipo nell’indimenticabile Pian di Cansiglio, al Rifugio Sant’Osvaldo: un tale signor M, vedovo settantenne; un tempo violinista, il signor M aveva deciso di riprendere in mano il suo violino dopo cinquant’anni, proprio durante quella villeggiatura estiva. Le giornate di villeggiatura del signor M erano scandite all’incirca in questo modo:

– mattino a funghi;

– pomeriggio al violino;

– sera a passeggiare lungo la strada che taglia simmetricamente il Pian.

Subito dopo l’ora del pisolino pomeridiano, il suono del violino del signor M spandeva le sue ritrovate note in tutti i corridoi e le stanze dell’albergo, richiamando a sé, oltre la porta della camera, le orecchie di certi curiosi, tipo i topi con il pifferaio magico. Noi ovviamente eravamo in prima linea, tra quei topi. Inutile dire che il signor M era quotidianamente tenuto d’occhio dai sottoscritti, in quanto intorno alla sua figura aleggiava un carismatico alone di pacata e risolutiva solitudine. Noi osservavamo l’abitudinaria mitezza con cui apriva ad ogni pranzo e ad ogni cena la bottiglia di solito vino iniziata nel pasto precedente, e poi ne osservavamo la figura allontarsi sul far della sera lungo la strada, una silhouette nera che si faceva, lenta lenta, sempre più piccola.

Il Signor S

Di recente, a Camaldoli, nella Locanda dei Baroni, abbiamo incontrato un altro esemplare della stessa tipologia di villeggiante, che ci ha ricordato, a distanza di molti anni, il signor M. Il signor S, vedovo e professore universitario, ci racconta di alloggiare qui da metà luglio a fine agosto, perché “qui mi trattano bene”. Vedovo di settant’anni suonati, con in dote alcuni problemi di salute, viene qui in villeggiatura dal 2012, perché qui sta bene e nel pomeriggio riesce a lavorare come si deve. Nell’avviarsi al salone della cena, il signor S è stato salutato dal personale dell’albergo con un tono del tipo “il solito?” e lui ha risposto qualcosa che evocava un “sì, il solito”.

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Foresta camaldolese

Da quel rapido e consolidato scambio di battute abbiamo capito di essere di fronte a una figura di villeggiante-puro. A cena l’abbiamo notato e abbiamo capito che era uomo di cultura. Si era pensato a un direttore d’orchestra, forse perché influenzati dal ricordo lontano del signor M o dall’ultimo film di Sorrentino, YOUTH, di cui abbiamo parlato qui. Dopo la cena solitaria, è stato lui (il signor S) a fermarci e a parlarci di sé, perché (noi lo sappiamo) il villeggiante del primo tipo è sì solitario, ma proprio per questa sua solitudine è portato a studiare gli altri avventori con una certa attenzione e curiosità. Può capitare che il villeggiante solitario ti fermi e ti intrattenga, se gli sembra che valga la pena. A quel punto, se ti capita, ritieniti onorato: significa che il villeggiante ha scorto in te un certo “che”, che vale la pena di essere indagato.

Locanda dei Baroni a Camaldoli (interno)

Locanda dei Baroni a Camaldoli (interno)

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Locanda dei Baroni a Camaldoli (part.)

Non ti muovere

Figure-cameo, i villeggianti sono come personaggi di teatro che ogni anno calcano il medesimo palcoscenico per recitare la stessa parte. Una parte rassicurante, che ci piace molto, ci dà sicurezza e ci conforta, come un fermo e quieto abbraccio materno, a ricordarci che, oltre alla voracità e alla bulimia turistica, esiste anche un altro tipo di viaggio e di viaggiatore; questo viaggiatore è indifferente alla sindrome da viaggio compulsivo ed è insolito nell’anima. Un’anima che conserva antica e nostalgica.

Al prossimo post!