NOI PER RAVENNA, la pietra filosofale e Willy Wonka.

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Luci nella Rocca e Noi per Ravenna

Laboratorio-Ravenna

Ravenna ultimamente non è più una città e basta, ma una città-laboratorio: tipo quello di Babbo Natale o quello di Willy Wonka, per dire, dove c’è sempre un gran brulicare di attività, di voci e rumori di macchinari, un’officina di idee, un gran concentrato di energie; un laboratorio dove le maniche sono tirate su, dove si lavora instancabilmente per creare un qualche tipo di meraviglia.

Dal laboratorio-Ravenna non escono soldatini di latta, cavallini a dondolo in legno variopinto, e nemmeno profumo di cioccolato (per il momento); ma esistono comunque degli elfi in perenne attività: sono alcuni dei suoi abitanti, particolarmente intraprendenti ed efficienti, assennati e lungimiranti, intelligenti e “illuminati”. Questi elfi illuminati, a loro volta illuminano la città, con le loro idee, con i loro progetti, con le loro iniziative. Armati di una specie di pietra filosofale, questi sapienti alchimisti trasformano la materia inerte in oro e luce, quasi come una reminiscenza bizantina.

Noi per Ravenna e Luci nella Rocca

Prendiamo l’Associazione Culturale Noi per Ravenna, ad esempio, guidata dalla bravissima Katiuscia Giapponesi, sua fondatrice e presidente. Katiuscia, non per nulla, vanta una pluriennale esperienza nel settore della Comunicazione e del Marketing, dalla progettazione di eventi, alle campagne stampa e tanto altro (si veda il suo ruolo per Key Communication). Prendiamo quello che Katiuscia e il suo staff hanno appena fatto per la Rocca Brancaleone, con la loro iniziativa Luci nella Rocca (ed è solo l’inizio), solo per citare l’ultimo progetto realizzato. Per un giorno e una sera, questo spazio verde cittadino si è animato di bancarelle, di un piccolo mercato ortofrutticolo e di attività per bambini. E gli adulti che li hanno accompagnati hanno trascorso buona parte della serata a rimembrare le ginocchia sbucciate e le cadute dentro la fontana che li videro protagonisti alcuni decenni fa, e a chiedersi come sia potuto accadere che i bambini di oggi non sappiano nemmeno che cos’è, la Rocca Brancaleone di Ravenna.

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Luci nella Rocca e Noi per Ravenna

Per fortuna che d’estate c’è il cinema e qualche spettacolo musicale. A cui noi non manchiamo mai di andare. Certo, non saranno gli spettacoli di opera e balletto che si facevano negli anni Ottanta, però son pur sempre spettacoli di buona musica.

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Uno scorcio della Rocca Brancaleone

Tornando agli elfi di Noi per Ravenna: e dire che tutto è nato quasi per caso, nel 2012 (stesso anno dello Chalet, di cui avevamo già parlato qui, ricordate?), da una conversazione tra un gruppetto di amiche. Evidentemente, si trattava di amiche con una tempra speciale, di quelle che alle parole fanno seguire le azioni. Non erano le classiche chiacchiere da bar, insomma.

Dal gruppo su Facebook, alle sale del Comune; dai post alle udienze con il sindaco. Ce ne fossero, di amiche e di ravennati così.

Un occhio di bue, quello di Noi per Ravenna, che, a mo’ di quella pietra filosofale di cui dicevamo sopra, si sposta ad illuminare le zone buie della città, quelle zone d’ombra che furono sulla cresta dell’onda nei tempi addietro e che ora sembrano essere state dimenticate. Aree svuotate della loro passata vitalità, aree in disuso, dismesse. Aree in cui, un giorno, la luce è stata spenta e, da salotti della città, ne sono diventati lo scantinato. Chissà poi perché.

Per fortuna che ci sono Katiuscia e Noi per Ravenna, con il loro laboratorio, a riaccendere la luce nelle cantine abusive della città.

Al prossimo post!