Parigi vista dalla Senna: Hitchcock e il GF

parigi senna tour eiffelA Parigi, sulla Senna, c’è un gran traffico. Quando vi ho raccontato di come ho organizzato la mia giornata in solitaria nella capitale francese, vi ho accennato alla mia gita in barca, notturna, sulla Senna.

La Senna? Come la tangenziale di Mestre

Ebbene, fateci caso: la Senna nella buona stagione è peggio della tangenziale di Mestre, quanto a traffico. E’ tutto un gran viavai di imbarcazioni di ogni foggia: la barca sgarruppata che trasporta non si sa bene chi o cosa; il battello che imita i colleghi del Mississippi con l’immancabile ruota e con tanto di nome Le Mississippi (non si sa bene poi cosa c’entri con Parigi) con sopra gente incravattata e spudoratamente felice; lo yacht-ristorante di lusso, tuttotuttotutto in vetro così che chi è fuori possa contare le ostriche nei piatti dei passeggeri; i battelli che trasportano ogni genere di festa: di compleanno, di laurea, di matrimonio, e metteteci pure tutte quelle che vi vengono in mente; il battello panoramico pieno di turisti giapponesi che non fanno altro che fotografare a destra e a manca. E tanto, tanto, altro. Per ogni gusto. Anche la barca stile Titanic, che noi abbiamo visto vicino al lungosenna con i passeggeri in giubbotto di salvataggio sopra il vestito da sera, in fila, in attesa che i pompieri li portassero in salvo (questa è una barca che è meglio vedere al termine della vostra crociera, come è capitato a noi; forse era andata a fuoco un’aragosta?).

La Senna, la Finestra sul Cortile e quella SuperFelicità fosforescente

Sulla Senna sfila e scorre la vita al suo massimo; di sera, è come la Finestra sul Cortile di Hitchcock: le imbarcazioni sfilano tutte illuminate, veloci, lente, più lente, meno veloci, e tu osservi la vita che si consuma dentro, ovattata, senza audio, sempre rigorosamente strafelice e  sottovetro (dove il lusso è direttamente proporzionale alla percentuale di trasparenza); gente che ride senza voce, gente che canta senza suono, gente che parla in silenzio, bocche che mangiano, che bevono, mani che brindano, baci, abbracci, sorrisi, gambe e sederi che ballano, corpi sudati, décolleté, cravatte, giacche, papillons, abiti lunghi, minigonne, schiene nude, luci da discoteca, luci soffuse, luci e basta, luci bianche, luci colorate, luci intermittenti, luci sparate.

La Senna parigina in notturna ti fa venire un gran mal di testa, insomma. E ti illude della sua dolce vita a tutti i costi, anche quando fuori fa un freddo cane. Però non è male. Ha un certo non so che di sfacciatamente turistico che quasi la ingentilisce. E tutta quella felicità pop, fluo, sparata a mille, fosforescente, intermittente, soffusa, romantica, cinematografica, alla fine ti piace quasi. Peccato solo che essere spettatori di quella bobina acquatica finisca quasi per distrarti dallo spettacolo vero, quello per cui eri salito a bordo, quello della città stessa. E va a finire che arrivi sotto la Tour Eiffel e quasi non te ne accorgi, perché i tuoi occhi sono piantati increduli su quella tizia buzzurra che sul ponte di quello yacht di cristallo di boemia si sta scolando un bicchiere di champagne tutta scollacciata e mezza ubriaca con le braccia nude a 2 gradi sopra zero ma come cavolo farà che fa un freddo cane miseria ma certa gente proprio non si rende conto delle temperature beh meno male che il mondo è bello perché è vario e poi quanto avrà pagato quello champagne che cavolo proprio certuni non sanno come buttare i soldi ma almeno spendili in una gonna più bella e in una maglia a maniche lunghe che almeno ti scaldi e poi che cavolo almeno le calze mettitele che caspitSTOP. ARRIVATI. BONNE NUIT. LA CROCIERA E’ FINITA.

Che? Ah, oh… E la Tour Eiffel dove stava? Sicuri che l’abbiamo vista?

Vabbè. Occhio al traffico della Senna: può diventare torbido e pericoloso, quasi psicanalitico, facendo emergere il vostro lato oscuro, voyeuristico stile Grande-Fratello, che mai e poi mai avreste pensato di avere.

Al prossimo post!

Costanza

Informazioni pratiche

Tutte le informazioni pratiche per la Vedette de Pont Neuf (quella che ho preso io), le trovate qui.

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