Ravenna: mangia, prega, ama

RavennaA noi Ravenna piace. Ve lo abbiamo già detto più e più volte: se vi siete persi questo post (solo per citarne uno), potete provvedere subito. Qui e adesso. Ravenna ci piace, ma non è che proprio tutto ci vada bene. Ci sono cose che vorremmo cambiassero, altre che stanno migliorando giorno dopo giorno, altre che tarderanno a farlo, altre che non vorremmo cambiassero mai.

Ravenna: qui si mangia

In estate, Ravenna si toglie le scarpe e si mette i sandali. Si toglie calze, cappotto, sciarpa e berretta e si mette più a nudo. Lo fanno tante città, praticamente tutte le città del mondo, ma la nostra, che ha sempre avuto un carattere un po’ timido e schivo, ultimamente ci sta meravigliando. Fioriscono dehors e tavolini qui e là, si vedono pizze che volteggiano in aria sullo sfondo di un verde parco, danzando al ritmo di un sottofondo di musica jazz (il nostro amato Chalet, di cui vi raccontavamo qui, ora ha fatto un ulteriore passo in avanti), i calici di prosecco abbondano e ammiccano alla luce del tramonto, gli ombrelloni si riproducono e i gerani che si riparano sotto la loro ombra anche.

Ravenna: qui si prega

In estate, le chiese di Ravenna si mettono in costume. Cioè, aprono le loro porte, giubilari e non, sempre di più, dalla mattina presto alla sera inoltrata (alcune). Il volo delle rondini che si staglia sul cielo, che fa tanto giugno dell’infanzia, sembra incorniciare perfettamente quest’aura di spiritualità completandola. Le porte delle chiese si aprono per accogliere, per mostrare i loro tesori o semplicemente per cambiare l’aria! Ma il fatto è che, passeggiando, andando in bicicletta, o anche rincorrendo un bambino per la strada, si può alzare la testa e dire: ohibò, ma questa che chiesa è? Mica l’avevo mai notata! Mosaici non ne ha, di menzioni sulle guide turistiche pop nemmeno, ma caspita, quanto è bella. E che affreschi. E che stucchi. E che marmi. E che quadri. E che luce. E che silenzio.

Ravenna: qui si ama

La cosa più bella che si può fare a Ravenna? Non fare nulla. Tutti insistono per animare tutti, come ora va di moda fare con i bambini. E questo noi lo apprezziamo molto, per carità. Ma a volte è bello anche annoiarsi, non sapere che fare, non dover avere l’ansia da presenza (ansia che lasciamo ai personaggi pubblici), non avere sempre l’agenda piena di eventi.

Ravenna

Saluti e baci da Ravenna

 

Basta amare la città. Punto e basta. Non è sempre facile amarla. A volte ci si fa influenzare da chi la maltratta. Ma la città c’è, è sempre lei, è sempre lì, è immobile e, allo stesso tempo, un dardo scoccato nel futuro. Non fare nulla significa, una sera d’estate (giugno è perfetto), inforcare la bicicletta, meglio ancora se quando c’è una partita di calcio dell’Italia, e vagare senza meta, nella città metafisica. Odorando i fiori dei giardini e dei balconi, sentendo il rumore delle stoviglie delle cucine dalle finestre aperte, stralci di dialoghi quotidiani che volano via dai muri domestici e salgono al cielo come palloncini, ascoltare sempre quelle famose rondini, e annusare l’aria della sera delle giornate più lunghe dell’anno.

Al prossimo post!

Costanza