Ravenna e settembre: quella strana coppia

ravennaOk. Ci siamo: a Ravenna è arrivato settembre. Normalmente, per chi vive in città lontane dal mare o sul mare, il problema non si pone; rispettivamente: non vado più al mare, al mare ci vivo-quindi punto.

Ma a Ravenna la situazione è diversa: Ravenna è vicinissima al mare, ma non è sul mare. E questo è il dilemma del ravennate fortunato, quello che a settembre può ancora permettersi di scegliere: che cosa faccio?

Poi, diciamolo: qualcuno, sfacciatamente fortunato, può scegliere dal lunedì alla domenica; qualcun altro, fortunato ma non sfacciatamente, può scegliere il sabato e la domenica.

Il punto è: che cosa scegliere?

Ravenna e Dante

Se venite a Ravenna in settembre, ve ne andrete con una precisa opinione su Dante Alighieri: o lo amerete come nessuno mai, o lo odierete fino agli abissi dell’anima. Perché in questo mese è tutto un Dante: Dante qui, Dante lì, Dante su, Dante giù, l’olio di Dante, il Paradiso di Dante, la tomba di Dante, Dante è qui (dicono i ravennati ai fiorentini), no, non è vero è lì (dicono i fiorentini in vacanza di cortesia a Ravenna) e avanti all’infinito.

Fortuna che a Guido Novello da Polenta Dante Alighieri stava simpatico e quel giorno decise di invitarlo a casa sua a fare merenda (poi non se andò più, ma questa è un’altra storia), sennò che ne sarebbe stato del settembre di un ravennate (ma non solo) a Ravenna?

Comunque non ci fu solo Dante, a Ravenna: ci furono anche Lord Byron Gustav Klimt, e tanti altri che ora non stiamo ad elencare, ma che impallidiscono di fronte all’uomo dal naso più brutto del mondo. Peccato, perché magari due o tre giornate anche per loro non ci avrebbero fatto schifo.

Ad ogni modo: a Ravenna, in settembre, ci sono tanti turisti, orde di turisti, ci sono tanti giardini che si aprono, ci sono tante piante in piazza, tanti fiori qua e là tanti tavolini fuori, tanto buonumore da rientro, tanta cattiveria da rientro, tanti sorrisi, tante imprecazioni per il parcheggio e tanto ancora.

E c’è tanto, ma tanto caldo e ancora afa.

Il ravennate e il mare: una strana coppia

Allora, ci si chiede: ma come mai, il ravennate che può decidere, decide di abbandonare il mare (stupendo in settembre, al massimo della sua bellezza) allo scoccare del 1 settembre? Lui, il ravennate che non sa che cosa sia il mese di maggio in città, perché ha iniziato la fuga verso i lidi festeggiando i lavoratori, perché lui “ama il mare”? Possibile che poi a settembre siano solo i crocieristi che vengono da Marte ad apprezzare la bellezza del Delta del Po? Possibile che girare in centro per certi lidi il 10 settembre debba significare sentirsi una comparsa in Blade Runner?

E che cosa c’è di più bello del profumo della pineta del Delta, delle valli al tramonto, dei gabbiani, dei cavalli sulla spiaggia in autunno, del colore del mare, della luce sul mare di settembre, del verde brillante dei pini?

Che dire… Forse è meglio così: sennò la pace non sarebbe più tale.

Eppure, di cose da fare nelle splendide valli di settembre ce ne sono, come scrivevamo qui (ma questo è solo un esempio).

Mah. Tra Ravenna e il mare c’è di mezzo il mare.

Al prossimo post!