Un passato dal passato

Il palato vintage

viaggio tempo passato

Natura morta che rivivrà.

Vi ho parlato nel precedente post di diari. E vi ho menzionato non solo i diari personali, ma anche i diari di cucina. Ora, c’era una volta una zia signorina, BB, classe 1907, che era rinomata tra i familiari, amici e conoscenti per la sua cucina. Questa zia ha cucinato per decenni manicaretti diventati leggendari. Manicaretti che, una volta mancata lei, sono diventati di dominio pubblico (i diritti in famiglia non decadono dopo 70 anni dalla morte dell’autore, ma dopo 70 minuti, più o meno).

Ora, nel riordino dei reperti di scavo, la domanda che mi sono fatta è stata: dove sarà andato il leggendario quaderno di cucina della zia B? Perché trovare quegli appunti sarebbe come trovare il libro di ricette della Strada di Swan (ogni ricetta = 1 madeleine). Alcuni parenti millantano di possedere la mitica ricetta del liquore all’amaretto, su annotazioni autografe dell’autrice, ma non ci credo finché non lo vedo. Nessuno però sembra ritrovare la ricetta del passato di verdure che, nei ricordi della sottoscritta, tante volte è stato scodellato nei piatti della domenica sera, dal 1976 al 1998, spesso in silenzio per seguire alla televisione i resoconti della giornata calcistica (in realtà non interessavano a nessuno).

Tornando a noi, trovavo molto frustrante che la zia, vissuta per decenni in questa stessa casa oggetto della mia campagna di scavo (dunque una di quelli che mi ha battuto a palla avvelenata e al gioco delle sedie, di cui vi parlavo ieri) non avesse lasciato qui, a casa sua, alcun goloso appunto. Da qualche parte quelle ricette dovevano pur essere.

2 ricette classe 1907

A furia di aprire sportelli, cassetti, sportellini e cassettini, sopra la pila di strofinacci, ma sotto i due altrettanto leggendari libri-ricettari dal titolo “Salute” (rispettivamente, volume 1 e 2), onnipresenti sulla credenza della cucina da quando esisteva ancora il muro di Berlino, beh, li ho trovati. Gli agognati diari di cucina della zia B. Alcuni di questi erano all’interno di un quadernetto rigido di Poochie che non vedevo dal 1986 (avevo pure dimenticato l’esistenza di un improbabile cane con i codini e gli occhiali da sole, a dirla tutta). Continuo a non vedere la ricetta del liquore all’amaretto, ma trovo quella della torta omonima, che più di una volta ha avuto vita molto breve (di solito non oltrepassava le 48 ore) e che vi svelerò nel prossimo post.

A domani!

Costanza