Viaggiare con bambini piccoli: 9 consigli pratici

bambini viaggiViaggiare con bambini piccoli, secondo noi. Di seguito elenchiamo alcuni consigli, in base a quella che è la nostra personale, personalissima esperienza. E lo facciamo qui, ora, mentre siamo in viaggio itinerante in Inghilterra, con zaini da trekking, passeggini che si chiudono a ombrello (ma non riparano dalla pioggia torrenziale), e tutto il resto.

Lo facciamo ora, che il nostro viaggio si avvia al suo termine, ahimè. Ora che siamo stanchi, stremati, provati, ma senz’altro felici di aver compiuto il grande passo: viaggiare on the road (sì, cioè, più o meno, dai), con due bimbe che insieme non fanno 4 anni.

9 consigli e sottoconsigli

1) Mettetevi l’anima in pace. Se siete, come noi, dei viaggiatori un po’ bulimici, che non riescono a stare fermi in un posto, che devono vedere ottomila cose e quarantamila musei… Soffrirete. E molto. Dovrete rassegnarvi al fatto che ogni dieci cose che facevate prima, ora ne farete, se vi va bene, una. E potrete esserne soddisfatti, se ci riuscite. Una volta che si fanno figli, riguardo ai viaggi esistono infatti 2 scuole di pensiero ufficiali: a) Se devo vedere male un posto, preferisco stare a casa e aspettare che crescano; inutile spendere dei gran soldi per poi provare frustrazione; b) Non me ne frega niente: io parto. Vedrò poco, ma per me il gioco vale la candela (noi ovviamente apparteniamo a quest’ultima scuola di pensiero).

2) Meglio la Natura della Grande Città, se preferite la cultura alla natura. E viceversa. Avete capito bene: invertite la tendenza per attenuare la frustrazione. Se invece non ve la sentite, allora autoconvincetevi che quello che vi state perdendo non esiste. Esiste solo quello che vedi. Esempio: Londra? Un insieme di parchi e playground. Piazze e belle passeggiate, di terra e di acqua, lungo il Tamigi. I musei? Esistono solo quelli che si riescono a fare. Punto. E non se ne parli più. Ehm: aiuta senz’altro il fatto che uno abbia visitato i suddetti luoghi in tempi non sospetti, togliendosi un bel po’ di sfizi e curiosità. Se andate a NY per la prima volta con 1-2 bambini piccoli al seguito: beh, auguri e praticate dello Zen mesi prima della partenza, tipo terapia antimalarica.

3) Il gioco è pesante, se ci si sposta. Con 1 figlio, è pesante. Con 2, è ai limiti della follia con incursioni nell’anticamera dell’esaurimento nervoso. Questo bisogna dirlo e ripeterlo. E quando torni, alla domanda: vi siete riposati? Voi, dimagriti e provati nel corpo e nello spirito, non avrete la forza di dare una sberla a chi ve la pone. Però, alla domanda: vi siete divertiti? Voi, ridotti come sopra, avrete ancora gli occhi pieni della Bellezza di cui vi siete nutriti, in un modo o nell’altro, e allora riuscirete a dire un flebile: sìììì.

4) Dopo già una settimana dal ritorno, si dimentica il delirio contingente ai problemi pratici e agli inconvenienti, e si ricorda solo la bellezza dei luoghi e delle esperienze fatte. Provato sulla nostra pelle.

5) Se siete itineranti e avete passeggini al seguito, scordatevi le valigie e optate per gli zaini da trekking; il bagaglio a mano? Uno zaino (da trekking o no) più piccolo, da appendere al passeggino.

6) Sfruttate a vostro favore il sonnellino pomeridiano dei bambini, ad esempio per compiere una di queste 2 attività: a) Spostamenti in auto (ben calibrati in base alla durata del sonnellino, che solo voi potete conoscere); b) Visite ai musei (certo, se andate al Louvre o simili dovrete scegliere delle sezioni, ovviamente).

7) Se pensate di fare più spostamenti, l’opzione appartamento potrebbe non essere il massimo. Noi, grandi amanti dei b&b, ci rendiamo conto che, nel caso di viaggi itineranti con 2 bambine piccole, ci troviamo meglio negli alberghi, per pure ragioni pratiche; soprattutto per la maggior libertà di orari (ad esempio, non occorre contattare mille volte l’host per comunicare eventuali variazioni dell’orario di arrivo). A volte, l’asetticità può far comodo.

8) Optate per le pappe pronte fino ai 3 anni inoltrati, che vendono in moltissimi supermercati, all’estero molto più che in Italia: segnaliamo quelle della Carrefour e della Hipp, ad esempio. Noi le abbiamo provate in: Francia, Belgio, Inghilterra. Comode, pratiche, economiche. Ve le mettete in borsa e, all’occorrenza, chiedete di scaldarvele nel microonde o a bagno maria, in assenza del primo.

9) Non riempite la valigia di vestiti, soprattutto per quanto riguarda voi stessi. Ragionate in termini di multipli: a prescindere dal numero di settimane che starete via, fate la valigia per 1 settimana; poi, laverete. Una volta a settimana (se no, diventa peggio che essere a casa).

 

Buon viaggio e al prossimo post!